Education as research
Educazione

Qual è il potere più grande dell’educazione?

Qualche giorno fa ho letto questa domanda: “qual è il potere più grande dell’educazione?” Domandona eh?! Infatti mi ha fatto riflettere, e tanto…

La parola educare deriva dal latino educere e vuol dire “tirare fuori”. Mi piace molto questo significato, perché non ci fa fermare in superficie, all´apparenza, al pregiudizio, a ciò che è scontato, ma ci fa “tirare fuori” tutto ciò che è dentro, quindi nel profondo: i doni, i talenti, le capacità.

Infatti educare non è una trasmissione di conoscenze, di sapere, al contrario, come diceva Socrate, educare è “accendere il desiderio di conoscenza”, innanzitutto di se stessi. Desiderio, è una parola bellissima, affascinante. È tanto usata ma in pochi ne conoscono il significato profondo: deriva dal latino de– che vuol dire “senza” e sidus– che vuol dire “stella”, quindi “mancanza di stelle”. Percui il desiderio è, tra gli altri significati, la nostalgia di qualcosa di importante e con essa il sentimento di una ricerca appassionata. Quindi il desiderio di conoscenza di Socrate, come ricerca appassionata di qualcosa di cui si sente fortemente la mancanza, è tra i significati più belli, secondo me, legati all´educazione.

Sky with stars

 

Proprio per questo, credo che:

…il potere più grande dell’educazione…

sia quello di contagiare di curiosità, di stupore, della capacità di meravigliarsi e di mettersi alla ricerca.

Una ricerca che non finisce con un titolo o ad una certa età, ma, al contrario, finisce solo con la vita stessa.

E noi educatori, di ogni genere, abbiamo una grande responsabilità in questo, perché siamo e dobbiamo essere, prima di tutto, testimoni. Dobbiamo essere capaci di accendere questo desiderio, capaci di contagiare, ma sempre attraverso l´amore, che è desiderio di bellezza. Perché come diceva Benjamin Franklin “dimmi ed io dimentico, insegnami ed io ricordo, coinvolgimi ed io imparo”!

Kid pays with a toy

 

Chi mi conosce bene sa che parlo tanto ma, a quanto pare, scrivo pure tanto!!! 🙂

Vi lascio un ultimo pensiero, l´ultimo promesso! È un passaggio tratto dalle “Lettere a Lucilio” di Seneca; credo sia l´augurio più bello che ogni educatore, genitore, insegnante, possa fare alle persone a cui tiene!…

Caro Lucilio,

vorrei, che anche tu possedessi questa gioia: essa non ti verrà mai meno, una volta che ne avrai trovato la sorgente. I metalli di scarso valore si trovano a fior di terra; quelli preziosi si nascondono nelle profondità del sottosuolo, ma daranno una soddisfazione più piena alla tenacia di chi riesce ad estrarli.

Le cose di cui si diletta il mondo danno un piacere effimero e a fior di pelle; e qualunque gioia che viene dall´esterno, caro Lucilio, è inconsistente. Questa gioia di cui ti parlo e a cui tento di condurti è una gioia duratura, che nasce e si espande dal di dentro.

Ti scongiuro, carissimo Lucilio, fa´ la cosa che può darti la felicità: disprezza e calpesta i beni superficiali che vengono da fuori, che ti sono promessi in modo troppo facile e veloce; mira al vero bene e gioisci di ciò che ti appartiene.

Mi domandi, che cosa mi appartiene? Te stesso e la parte migliore di te”.

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