Esperienze

Il Natale in una Terapia Intensiva Neonatale

Questo è un articolo del blog davvero speciale: non vi porterò in giro per il mondo, ma là dove la vita stessa comincia. 

Entreremo in punta di piedi in una Terapia Intensiva Neonatale e ci lasceremo emozionare dal primo Natale di queste piccole vite.

Sarà Fortunata Barillaro a guidarci verso questo incontro. Fortunata ha lavorato in un reparto di Terapia Intensiva Neonatale fino a qualche settimana fa, ora lavora in un reparto COVID. Due reparti diversi e simili allo stesso tempo: diverse le età ma lo stesso bisogno di calore, di vicinanza, di speranza, per chi comunque lotta per quest’avventura stupenda che è la vita. 

 

Ed ora, silenzio! Stiamo per entrare…

 

In questo strano Natale, dove ogni cosa sembra un “limite”, anche semplicemente la gioia di poter stare insieme, ritornano alla mente tanti altri strani Natali, trascorsi tra le mura di una Terapia Intensiva Neonatale.

Tra lucette attaccate ai piedini di minuscoli bambini, tra suoni che non sono lo scampanellio gioioso delle musiche natalizie, ma allarmi di monitor e respiratori. Tra occhi di genitori che mettono un piccolo regalo su di un’incubatrice, in quel primo Natale dei loro figli.

Qualcuno ha fatto un albero e un piccolo presepe all’ingresso del reparto. Un segno di normalità dove niente ha il gusto della normalità di questa festa.

C’è il desiderio di una negata felicità in quella richiesta dei genitori: 

«Possiamo venire a mezzanotte a fare gli auguri ai nostri figli?»

Un genitore non dovrebbe mai avere la necessità di porre questa domanda. Immagini che avessero sognato un Natale diverso. L’attesa della nascita di Cristo che si andava a sovrapporre a quella di una nuova vita.

Sono genitori che hanno dovuto imparare la rinuncia a quella maternità e paternità, così come l’avevano sognata. Che avrebbero messo i primi doni per i loro bambini sotto un albero e su di una incubatrice. 

Si cerca tra la frenesia di un lavoro che non conosce attese, di creare un po’ di atmosfera. Si cerca la festa e la gioia, mentre sui vetri delle finestre, si riflettono allegre, le luci degli addobbi per le strade. Si immaginano dietro muri di case, famiglie che hanno un senso di felicità nel ritrovarsi.

Il ricordo va ad un Natale con i genitori in reparto… a mezzanotte si canta il “Tu scendi dalle stelle”. La collega prende uno dei nostri bambini tra le braccia per portarlo come segno di benedizione e rinascita, tra le stanze dove i nostri piccoli, aspettano in un tempo indefinito, la loro possibilità di vivere. Non si accorge che quella che ha tra le braccia è in realtà una bambina di colore. Ed è come fosse un messaggio di un Dio dell’imparzialità, del totale altruismo, dell’amore senza limiti, sceso tra di noi. E’ come accogliere tutti i bambini del mondo, in quel piccolo viaggio tra i corridoi del nostro reparto.

Lasci che i genitori possano stare per un po’ davanti a quelle incubatrici che custodiscono i loro figli. Lasci che portino il ricordo di quello strano Natale per tutto il resto della loro vita.

Sai che per alcuni di quei bambini potrebbe non esserci un altro Natale. In quel luogo dove ogni giorno nasce Gesù, avranno il loro unico Natale

 

In ricordo della piccola Alice.

 

Terapia Intensiva Neonatale

 

8 Comments

  • Maria Stella

    Molto intenso e toccante, sarebbe bello ascoltare il racconto di un genitore che ha vissuto questa esperienza. Sono sicura che le nostre ” piccole rinunce” per le quali perdiamo spesso la pazienza, ci sembrerebbero finalmente futili e sciocche

    • Maria Grazia Mongiardi

      Grazie di cuore Maria Stella per questo commento!!! Ogni cosa nella vita cambia dimensione a seconda della prospettiva da cui la guardi vero?! Chiederò a qualche famiglia di regalarci la loro esperienza! Grazie ancora!!!

  • Maria Lombardo

    La vita riserva momenti belli ma anche tante esperienze tristi anche se piene di speranza come questi vissuti dai genitori, che raccolgono tutte le loro forze per farsi coraggio e non lasciarsi abbattere, creando atmosfere “normali”. Tutti pensiamo che i bambini e, tanto meno i neonati, debbano soffrire ma accade perché noi adulti diventiamo messaggeri di un amore oltre limite, lottando contro lo sconforto e il dolore, che portano solo alla distruzione.. Ciao Mariagrazia. Ciao Fortunata.

      • Mirella Fruscella

        Non riesco a trattenere le lacrime, pensando a questi bimbi che, appena venuti al mondo, già devono fare i conti con mali e malattie, anche se, grazie a certi angeli, riusciranno a diventare adulti.
        Penso però, ed è più doloroso per me, a due bimbi in particolare i quali si trovano nel paradiso che è loro dedicato. Non passa giorno senza che io senta ancora quel dolore lancinante che niente e nessuno potrà mai alleviare.
        Ricordo, ricordo… Ma i ricordi anche fanno male.
        Oggi, mamma felice di due splendidi ragazzi , non posso fare a meno di piangere per i primi due: per me ci sono stati ,quindi presenti nella mia vita per sempre

        • Maria Grazia Mongiardi

          Grazie davvero davvero di cuore Mirella per aver condiviso questo con me e con noi!!!! Si parla poco di questo ma invece credo che sia importante!!! Grazie ancora!!! ❤️

  • Patrizia

    Molto bello.. un posto a cui si pensa molto poco ma che c’è… è vero tutto appere diverso se visto con altre prospettive..

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