Bilingualism
Educazione,  Formazione

Il bilinguismo e i bambini: tutti i dubbi e le domande

Molti bambini, oggi, in tutto il mondo, crescono esposti ad almeno due lingue fin dalla più tenera età. Questo porta genitori, educatori, ed insegnanti a porsi tante domande sui benefici ma anche sugli aspetti negativi nell’esporre un bambino piccolo al bilinguismo. Cosi come sostenere al meglio la conoscenza di una doppia lingua.

Vivendo all’estero e lavorando con tante famiglie di diversa nazionalità, sono sempre tante le domande e le richieste di consigli che mi vengono poste sull’argomento, che rivelano i tanti dubbi e la confusione che questo tema crea negli adulti.

Allora vorrei cercare, attraverso le ricerche scientifiche e l’esperienza acquisita, di chiarire questi dubbi e rispondere ad alcune domande.

 

 

IL BILINGUISMO e I BAMBINI

 

 

ESSERE BILINGUE PUÒ CONFONDERE I BAMBINI?

Questa è forse la domanda più frequente. Un dubbio che nasce dal fatto che spesso sentiamo i bambini mettere insieme, nella stessa frase, parole di diverse lingue. Ma questo non è assolutamente indice di confusione. In gergo è conosciuto come “mix code”, “mix di codici” e può verificarsi per diverse ragioni. Per esempio, puo’ succedere a causa della voglia di imitare gli adulti, quando anche loro tendono ad usare parole di lingue diverse nella stessa frase. Ma anche e soprattutto puo’ succedere perché i bambini, specialmente i più piccoli, non hanno un vocabolario esteso e, come accade nei bambini monolingue, tendono a usare tutte le risorse che conoscono, anche da lingue diverse.

 

Bilinguismo
Illustrazione realizzata da Valentina Forni (@cloudsandcowfish)

 

I BAMBINI BILINGUE POSSONO AVERE RITARDI O DISTURBI DEL LINGUAGGIO?

I bambini bilingue non hanno più probabilità dei bambini monolingue di avere difficoltà con il linguaggio, di mostrare ritardi nell’apprendimento, o di essere diagnosticati con un disturbo del linguaggio . Può verificarsi, a volte, un piccolo ritardo nella pronuncia delle prime parole, un ritardo che e’ limitato  solamente alla fase iniziale, poiché tutto viene recuperato in breve tempo. Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che bambini con disturbi specifici del linguaggio, Sindrome di Down e disturbi dello spettro autistico non hanno maggiori probabilità di sperimentare ulteriori ritardi o sfide rispetto ai bambini monolingue con questi problemi.

 

QUAL È LA MIGLIORE STRATEGIA DA USARE PER AIUTARE I BAMBINI NELLA CONOSCENZA DI UNA NUOVA LINGUA?

La strategia migliore è esporre il bambino ad un’alta quantità e alta qualità di entrambe le lingue. Considerando sia l’ambiente familiare, quindi genitori e fratelli, ma anche l’ambiente scolastico e la società in cui vive il bambino. Una famiglia può preferire usare una lingua per ogni genitore, oppure usare entrambe le lingue con entrambi i genitori. Oppure distinguere la lingua parlata a casa, con una lingua parlata fuori. O ancora, insistere sulla lingua meno usata dal bambino piuttosto che puntare sull’altra. Non c’è una strategia giusta per ogni situazione, ma bisogna considerare tutti gli ambienti che circondano il bambino e l’esposizione che ha alle due lingue, sempre scegliendo la strategia con cui i genitori si sentono più a loro agio.

Inoltre, anche la musica, le canzoni (soprattutto quelle associate ai gesti), o la lettura di libri sono strumenti che possono aiutare i bambini nell’uso e nell’assimilazione delle due lingue.

 

Bilinguismo e bambini
Illustrazione realizzata da Valentina Forni (@cloudsandcowfish)

 

I bambini sono nati pronti per imparare una nuova lingua, senza che questo sia associato a nessun problema o conseguenza negativa. Il cervello dei lattanti e dei bambini è molto plastico e non ha difficoltà a gestire due lingue.

Una lingua, qualunque sia, è una finestra sul mondo, e decidere da quale finestra potersi affacciare alla vita è una delle piu’ grandi opportunità che un bambino può avere.

2 Comments

  • Maria Stella

    È fondamentale nella società in cui viviamo conoscere due lingue, avere la mentalità aperta all’accoglienza del diverso da noi, poter navigare virtualmente e fisicamente in situazioni dinamiche, stimolare la curiosità. Più si conosce e si apprende e maggiori opportunità si possono offrire ai nostri bambini.

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