Mozart Effect
Scienza

Effetto Mozart: cos’è? E quali sono i reali effetti sulla mente?

Tutti conosciamo il grande valore ed il potere che la musica può avere sulla mente umana. A tutti sarà capitato almeno una volta nella vita di sperimentare tale potere: trovare la carica necessaria, o sentirsi consolato, o ritrovare calma e concentrazione proprio ascoltando una canzone o un brano musicale. 

E tanti di noi hanno sicuramente sentito o letto che far ascoltare musica classica ai bambini, avrebbe favorito la loro intelligenza.

Qualche anno fa, nell’asilo dove lavoravo, ho portato avanti un progetto legato proprio a questo: l’utilizzo di un brano ben preciso per favorire la concentrazione dei bambini durante le attività. 

In questo articolo vorrei parlarvi di questo brano in particolare, per capire meglio quello che viene chiamato…

 

EFFETTO MOZART

 

Le prime sperimentazioni dell’effetto della musica sul cervello sono state portate avanti nel 1988 presso l’Università di Irvine in California. 

Dallo stesso gruppo di ricerca nel 1993 viene pubblicato su Nature (una tra le riviste scientifiche più prestigiose al mondo) uno studio ribattezzato appunto “Effetto Mozart”.

 

Cos’è? 

Secondo questo studio l’ascolto della Sonata in re maggiore per due pianoforti (K448) di Wolfgang Amadeus Mozart poteva causare un aumento delle capacità cognitive di un gruppo di volontari. 

Lo studio non fa nessun riferimento all’aumento del Quoziente Intellettivo in generale, ma bensì nello specifico all’intelligenza dal punto di vista del ragionamento spaziale. Il ragionamneto spaziale è l’abilità di ragionamento astratto, di utilizzare le immagini più che le parole e i numeri. In più l’esperimento evidenziava come l´”effetto” aveva una durata breve di soltanto 10-15 minuti.

È importante aggiungere che questo studio è stato molto contestato da una parte della comunità scientifica, che lo ritenne poco attendibile.

 

Brain

 

Negli anni successivi il numero crescente di studi sull’effetto di Mozart ha portato i ricercatori Dr. Gianluca Sesso e Dr. Federico Sicca, dell’Università di Pisa, a voler capire meglio il reale potenziale dell’uso della musica di Mozart in uno specifico contesto patologico: l´epilessia. 

I due ricercatori hanno raccolto ed analizzato i 147 studi portati avanti negli anni. Da quest’analisi, pubblicata su Clinical Neurophysiology è emerso che ascoltare Mozart, soprattutto quotidianamente, porta ad una diminuzione delle crisi del 31% – 66%, ed anche una ridotta frequenza delle attività cerebrali anormali.

 

Perché Mozart?

Il brano utilizzato maggiormente in questo studio è stato proprio la sonata K448. Ma anche altri brani dello stesso Mozart come per esempio la sonata K545. Non si ottenevano, invece, gli stessi risultati utilizzando altri brani di altri compositori o musiche varie anche per bambini.

Secondo gli scienziati questi effetti legati alla musica di Mozart potrebbero dipendere da alcune specifiche caratteristiche ritmiche e armoniche dei brani, ma questo dev’essere ancora provato.

 

Qui cito solo questi ma, ovviamente, molti altri studi sono stati e continuano ad essere condotti su quest’argomento. Questo perché è importante studiare e capire gli effetti che la musica ha e può avere sulla mente umana. 

Se sei curioso di ascoltare il brano K 448 è questo:

 

 

Riferimenti: Nature Article  Clinic Neurophysiology Article

 

Credits imagine: Niek Verlaan da Pixabay 

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