Educazione

Come gestire i litigi dei fratelli

Quando due o più bambini, soprattutto di età diverse, stanno insieme, i litigi sono normali. Direi anche necessari. Ancora di più quando questi bambini sono fratelli.

Spesso però, i litigi vengono visti dagli adulti come una cosa da evitare, una cosa da bimbi aggressivi, e ripetiamo spesso ai bambini frasi tipo “Mi raccomando, fai il bravo e non litigare!”.

Ma litigare è normale per i bambini, soprattutto quando si cerca di difendere l’interesse comune verso qualcosa o qualcuno, come un gioco o le attenzioni della mamma. 

Allora vediamo di conoscere meglio e capire

 

 

COME GESTIRE I LITIGI TRA FRATELLI

 

 

I litigi tra bambini non vanno certo incoraggiati, questo è ovvio, ma non vanno neanche demonizzati. I litigi aiutano i bambini ad imparare a relazionarsi con gli altri, a capire come gestire i conflitti e trovare le soluzioni, a confrontarsi con sconfitte e frustrazioni, a conoscere i propri limiti e le proprie forze.

Litigi tra fratelli
Illustrazione realizzata da Valentina Forni

 

L’adulto ha un ruolo importante in questa crescita, perché può e deve guidare i bambini attraverso l’acquisizione di queste conoscenze.

Per questo è importante che l’adulto per primo non perda la calma ed inizi ad urlare, ma al contrario faccia capire ai bambini che  è normale litigare, bisogna solo imparare a gestire questi litigi.

 

MA COME POSSIAMO AIUTARLI?
  • Il ruolo dell’adulto in un litigio tra fratelli, ed in generale tra bambini, dev’essere un ruolo di “mediatore” mai di giudice. Piuttosto che chiedere ai bambini “Chi è stato?” o “Chi ha iniziato?”, è più utile aiutarli a spiegare le loro ragioni, le diverse versioni dei fatti. Con i più piccoli che non possono parlare, aiutarli facendo loro delle domande come per esempio “Hai tirato i capelli perché volevi il suo gioco?”.
  • Non forniamo noi le soluzioni ma piuttosto aiutiamoli a trovare loro stessi una soluzione, anche se magari non sembra giusta a noi adulti. Noi non vediamo le situazioni allo stesso modo dei bambini. E con i più piccoli che non riescono a parlare, si possono sempre usare le domande. La comunicazione è la cosa più importante in un litigio. E saper affrontare un litigio in maniera sana si impara fin da piccoli.
Quarrels
Illustrazione realizzata da Valentina Forni

 

  • Ricordiamoci che i più piccoli non hanno sempre ragione e vanno “rispettati” dai più grandi solamente per la loro differenza di età. Usare quindi frasi come “Dai il gioco a tuo fratello che è piccolino” oppure “Dai cerca di essere bravo, lui è piccolino”, non è rispettoso nei confronti del più grande e non aiuta il più piccolo a crescere. Se è giusto che il gioco lo tenga il più grande, o che continui a giocarci lui dovremo aiutare il più piccolo a capire che “Per ora ci sta giocando lui, quando finisce lo darà a te”, oppure “Chiedi a lui se ti presta il gioco perché è il suo, ma se dice di no devi rispettarlo e chiederlo magari più tardi”. Il più grande si sentirà rispettato ed il più piccolo imparerà limiti e rispetto.
  • Cerchiamo anche di creare due zone diverse con i giochi separati per i fratelli. Devono certamente giocare insieme se lo vogliono, ma è giusto anche rispettare gli spazi di ognuno e la propria indipendenza.

 

I bambini sono gli adulti di domani. Tutto quello che sperimentano ed imparano da piccoli, saranno strumenti che li aiuteranno ad essere uomini capaci di vivere e gestire le tante e diverse situazioni che la vita, sicuramente, metterà loro davanti.

Come diceva Daniele Novara, “Litigare bene permette di stimolare competenze e funzioni che io ritengo ‘protettive’: insegnano a stare al mondo”.

 

 

Grazie a Valentina Forni per le illustrazioni. Valentina è anche su Instragram e Facebook (@cloudsandcowfish)

7 Comments

  • Paola

    Bellissimo articolo, grazie!
    Non è facile riuscire a mettere sempre in pratica questi suggerimenti. Soprattutto la parte in cui in qualche modo ci sentiamo chiamati, a torto, a giudicare qualcosa su cui loro sono in realtà in grado di gestirsi autonomamente.
    Rimane comunque per loro un grande sforzo e una grande palestra imparare a (con)dividere l’affetto dei propri genitori, ma in questa pandemia ho ringraziato ogni giorno la possibilità che non fossero soli ma in compagnia.
    Anche le parole finali di Daniele Novara sono davvero importanti. L’ho conosciuto e ho imparato ad apprezzarlo durante questo ultimo periodo di chiusura, per quel che riguarda l’effetto della chiusura prolungata delle scuole sui bambini.
    Grazie ancora per tutti i suggerimenti

    • Maria Grazia Mongiardi

      Ciao Paola! Innanzitutto grazie per il tuo commento. Scusa se ti rispondo ora, ma il computer non aveva caricato i commenti e non li visualizzavo!…Lo so, non è semplice, soprattutto quando vieni chiamata ad essere “giudice” della situazione. Anche perché a volte sembra la cosa più ovvia, più giusta e più pratica da fare. Però è importante rimanere neutrali per evitare che questo diventi ancora di più motivo di contesa, per aiutare i bambini a diventare autonomi e soprattutto perché è solo cosi, che impareranno il modo sano per relazionarsi con l’altro!

  • Cori

    Ottimo discorso,ben approfondito,succede spesso..
    Il racconto che fino ad ora mi ha più coinvolto comunque è quello dell’elfo in Norvegia…
    Buon proseguimento ciaooo

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