Santa Claus with a child
Storie

C´era una volta…la magia dietro la leggenda di Babbo Natale

Ho sempre amato le storie: ascoltarle, leggerle e raccontarle. Soprattutto in questo periodo dell′anno, vicini al Natale, con le luci nelle case e fuori, le candele, magari il camino acceso, una tazza di tè caldo e un libro tra le mani! Ricordo quando mio nonno, accanto al fuoco acceso, mi raccontava la sua storia preferita, che aveva raccontato a mia madre e alle mie zie prima di me. Una storia che avrebbe dovuto essere sempre la stessa ma, ovviamente, ogni volta si dimenticava la versione precedente e quindi i particolari diventavano sempre diversi!

Le storie fanno parte di me, ed è giusto che facciano parte anche di questo blog. Storie vecchie e nuove, conosciute o tutte da scoprire!

Siamo quasi a Natale quindi la prima storia ho voluto dedicarla proprio al nonno più conosciuto del mondo: Babbo Natale! Di lui sappiamo tante cose: i nomi delle renne, come si veste, dove vive. Ci chiediamo spesso fino a quale età è giusto crederci, o quale sia il modo più giusto per dire ad un bambino che in realtà questo famoso omone è “semplicemente” il suo papà. 

Ma pochi sanno che la leggenda di questo personaggio, a volte banalizzato, nasconde una storia “magica” che mette insieme religione, tradizioni e arte.

 

La magia dietro la leggenda di Babbo Natale

 

C’era una volta… un vescovo di nome Nicola, viveva a Myra, una città dell′attuale Turchia. Era molto conosciuto per la sua dolcezza e la sua bontà. Si racconta che una volta salvò 3Saint Nicholas blog post sorelle povere che stavano per essere vendute come schiave e prostitute, donando alpadre dei sacchi pieni d′oro, così che le ragazze potessero avere una dote da offrire e avrebbero potuto sposarsi. Per questa ed altre leggende, per il suo carattere e per la sua popolarità, San Nicola diventò il protettore dei bambini, e la sua festa si celebra il giorno della sua morte, il 6 dicembre.

Le celebrazioni in suo onore si diffusero velocemente, soprattutto nei Paesi germanici, dove, per tradizione, i bambini lasciavano le loro scarpe davanti al camino riempiendoli con carote, paglia o zucchero, e San Nicola avrebbe sostituito il cibo con regali e dolciumi. Ma dopo la Riforma Protestante il culto dei santi nel Nord Europa venne abolito, così la figura di San Nicola che porta i doni, venne sostituita da quella di Gesù Bambino.

Ma la tradizione di San Nicola riuscì a resistere alla Riforma e in alcuni Paesi, soprattutto in Olanda, è ancora molto forte. Furono proprio gli emigrati olandesi a portare questa tradizione in America. Il nome, infatti, di Santa Claus deriva da SinterKlaas, nome olandese per San Nicola. Ma la vera trasformazione di Santa Claus nell′omone che conosciamo oggi Santa´s portrait blog postè dovuta a Clement Clarke Moore, scrittore e linguista di New York che, nella poesia scritta per i figli “A visit from Saint Nicholas” rappresentò questo santo come un elfo con pancia, barba bianca, vestiti rossi bordati da una pelliccia, su una slitta trainata da renne ed un sacco pieno di regali. E qualche anno dopo l′illustratoreThomas Nast raffigurò, su una rivista americana, Santa Claus con giacca rossa, barba bianca e stivali.

E dal Nord America, grazie alla pubblicità, soprattutto quella legata alla Coca Cola, Santa Claus arrivò in ogni angolo della terra, prendendo vari nomi come: Babbo Natale, Nissen (qui in Norvegia),o Père Noël (in Francia) … per rendere la notte di Natale ancora più magica!!!

 

 

Questo Natale, tra le varie cene, le visite a parenti ed amici, i regali da incartare e le spese da fare, prendiamoci un pò di tempo per stare con i bambini: giocare con loro per terra, leggere una storia, fare delle esperienze insieme…e con loro tornare un pò bambini anche noi! In fondo tutti almeno una volta nella vita abbiamo creduto all′esistenza di Babbo Natale, e forse, a volte, vorremmo e dovremmo continuare a crederci.

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